Chi sono?

Partigiano del Web, opinabile opinionista satirico, ateo socialistoide. Attenzione! Preso troppo sul serio posso nuocere gravemente alla salute.

Blog

Società & Politica

Commenti ironici sulla società in cui viviamo e i suoi governanti, e opinabili opinioni satiriche.

Arte & Racconti

Racconti, poesie, introspezioni e altre amenità di una mente contorta e tagliente. Il più delle volte.

TV & Cinema

Pane quotidiano per l’anima di chi è cresciuto tra serie TV e film. Commenti e recensioni.

Tecnologia & Web

Notizie e riflessioni dal mondo digitale: tecnologia e Web dal punto di vista di chi li utilizza.

Interviste

Conversazioni e interviste a personaggi e personalità che mi hanno affascinato nel corso del tempo.

Varie & Eventuali

Articoli e post senza una loro sezione. Così sono finiti in fondo a un cassetto. Insieme ai calzini.

Menu

Team

Sembra incredibile, ma qualche strano pazzoide che voglia collaborare con me l’ho trovato!

Contatti

Per qualsiasi comunicazione, se proprio dovete, potete scrivermi qui. Se potete evitare, meglio.

Preferenze Privacy

Aggiorna le tue preferenze di consenso espresse in precedenza riguardanti Cookie e Privacy.

Login

Accesso al sito per l’autore e altri membri del team che collaborano con VentoTagliente.

Barzellette sui gay e umorismo senza vittime

18 Agosto 2014 | Società & Politica

Avete letto della brillante idea di Visto di regalare in allegato un libro intitolato Le migliori barzellette gay? Non è geniale? Ecco come scatenare l’ennesimo caso in cui, a favore o contrari, tutti ne parlano, dando inevitabilmente ragione a chi ha avuto questa trovata: l’importante, come sempre, è che se ne parli. Missione compiuta. Mi rifiuto infatti di pensare che sia un semplice scivolone, o che si tratti di autentica omofobia di un’intera redazione. Eppure qualcosa non quadra…

Partiamo dal titolo: “Le migliori barzellette gay”. È un po’ ambiguo. Si tratta delle migliori barzellette PER gay, DA gay, o SUI gay?! Se non lo si dice, si rischia di acchiappare il pubblico sbagliato! E soprattutto, chi cacchio li decide questi titoli?! Il dubbio è comunque presto risolto grazie alla vignetta in copertina, che illustra una delle portentose barzellette del libro:

GAY 1: «Ti va di giocare a nascondino?»
GAY 2: «Ok, se mi trovi, mi puoi violentare. Se non mi trovi… sono nell’armadio!»

BWAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH! Ma anche no… Ecco, non so cosa intendano loro per “migliori barzellette”, ma teoricamente il senso è che dovrebbero far ridere, non incazzare. E, sempre in teoria, non dovrebbero nemmeno passare sottobanco l’idea che il rapporto sessuale tra due gay consenzienti stia nel “violentarsi” a vicenda. Ora, dato che sulla copertina non campeggia il nome dell’autore, è presumibile che il libello sia frutto di un gioioso collettivo sponsorizzato da luminari tra cui Giovanardi e Gasparri (tanto per fare nomi a caso), ma l’idiozia dell’intera operazione non è comunque giustificata.

Però poi mi fermo a pensare. Badate bene, non ho nessuna intenzione di giustificare o difendere alcunché. Eppure, inizio a riflettere sull’umorismo e sul concetto stesso di barzelletta. Accidenti, io sono eterosessuale, e da quando sono nato pubblicano solo storielle su di noi. E mio cugino è carabiniere: cosa dovrebbe dire? Ho pure un lontano zio (di quarto o quinto grado) che è matto, e pure sulla sua “minoranza” ci sono enciclopedie di barzellette. Per non parlare poi di quei tre miei amici – l’inglese, il francese e il tedesco – che scappano appena gli si vuole raccontare l’ultima…

Io credo che fare dell’umorismo, inventare barzellette, senza delle vittime sia pressoché impossibile. Si tratta di prendere in giro qualcuno (di solito in buona fede, senza eccessiva cattiveria) per far ridere qualcun altro. E allora cos’è che non funziona in questo progetto promosso da Visto? Cos’è che ci dà tanto fastidio? Secondo me, e vi prego di dirmelo se sto scrivo idiozie, i motivi sono tre:

  1. Una barzelletta intelligente (non per forza “la migliore”) fa ridere anche i soggetti presi di mira, purché dotati di un minimo di senso dell’umorismo. I carabinieri, per esempio, spesso amano le barzellette sul loro conto, o per lo meno le accettano col sorriso. Le migliori barzellette gay non fa ridere nessuno. Nemmeno gli etero.
  2. La comunità LGBT è tuttora al centro di un’accesa discussione su scala mondiale per quanto riguarda la parità dei diritti, e c’è ancora una considerevole fetta di popolazione che la vede con avversità e disprezzo. Pubblicare un libro come quello in questione è, per molti aspetti, un modo come un altro per buttare benzina sul fuoco.
  3. Parità dei diritti significa anche non dover ritenere più una minoranza come una “specie protetta”. E questo, ammetto, è il punto più controverso. Non ci saranno mai pari diritti, finché ci si scandalizzerà se si prende in giro un gay, un nero o un cinese (ma l’elenco sarebbe lungo), più di quanto ci si scandalizzi per la derisione di un eterosessuale caucasico. O siamo tutti uguali, o non lo siamo.

Ragionando su questi tre punti, devo dire che la mia conclusione dà un po’ di fastidio persino a me: se ci scandalizziamo così tanto per un pessimo libro di barzellette sui gay (ma non ci siamo mai scandalizzati per le centinaia di pessimi libri di barzellette sugli etero), significa davvero che la parità dei diritti è ancora lontana. E, ripeto, questo assunto mi dà l’orticaria, perché sono io il primo a trovare schifosa l’operazione di Visto. E allora dov’è il giusto? Credo che il giusto sia interrogarsi e ragionarci con la propria testa, senza seguire a prescindere la massa urlatrice (a cui ci si può sempre unire in un secondo momento, dopo debita riflessione). Personalmente, avrei amato vedere una massa di eterosessuali scagliarsi contro Visto, e un’equivalente massa di gay ricordargli: «Ehi, ragazzi, quel libro non fa ridere, ma si può scherzare pure su di noi!»

Davide Delmiglio

Nasce il 24 ottobre 1985 a Milano con il sogno di fare il cantastorie e si innamora fin dall’infanzia di cinema, letteratura e fumetti. Opinionista ateo socialistoide, diventa partigiano del Web grazie allo pseudonimo di VentoTagliente col quale dà libero sfogo ai pensieri, alle idee e alle idiozie che gli passano per il cervello. Attenzione! Prenderlo troppo sul serio, può nuocere gravemente alla salute.

“Il diritto di opporsi” o semplicemente pietà

È la seconda volta nello stesso mese che vengo piacevolmente sorpreso da un film. Settimana scorsa è successo con Richard Jewell, ieri con...

Richard Jewell e come simpatizzare per un fanatico

Quando sono stato invitato a vedere in anteprima Richard Jewell, l'ultima opera di Clint Eastwood, in uscita nelle sale italiane il 16...

“Piccole donne” torna al cinema nel modo più attuale possibile

Il Piccole donne di Louisa May Alcott è tornato al cinema nella sua sesta trasposizione, questa volta scritto e diretto da Greta Gerwig,...

Joker: una risata chi seppellirà?

Uno dei motti anarchici più famosi di sempre, nato nell'Ottocento, e attribuito dai più a Michail Bakunin, apparso poi sui muri di Parigi...

Perché non parli di Bibbiano?

«Perché non parli di Bibbiano?» «E allora Bibbiano?» «#PDofili, pensate a Bibbiano invece!» «Voi siete quelli del Partito di Bibbiano!» Se...
Share This