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Consigli su come cavarsela sul Web

9 Novembre 2016 | Tecnologia & Web

Prima di iniziare a scrivere le mie solite idiozie (non pensiate MAI che mi prenda troppo sul serio), vorrei premettere una cosa: non sono nessuno per dirvi come dovete utilizzare il Web. Non esiste e non esisterà mai un unico modo per usare questo mezzo, così come non lo esiste per usare la TV, che come voi sapete è molto più limitata e priva di opzioni. I miei sono solo una manciata di consigli basati sulla mia esperienza personale, su studi specifici fatti in merito nel corso della mia carriera universitaria, e di opinioni sviluppate discutendo con alcuni dei più grandi cazzari della rete (leggi i miei amici di Twitter). Insomma, prendete quanto segue con le pinze e fatene un po’ quello che vi pare!

1. Internet non è la Guida Galattica per Autostoppisti

Douglas Adams, nella sua saga della Guida Galattica per Autostoppisti, diceva: «La Guida Galattica è infallibile; è la realtà, spesso, ad essere inesatta». Ecco, vivere nel medesimo modo il Web può non solo generare false credenze e illusioni, ma anche causare immense figure di merda nella vita reale. Cercate di verificare le notizie che trovate, di capire il tono e lo spirito con cui sono state scritte, e assicuratevi di non essere su un sito di satira e gossip travestito da giornale serio, come Lercio.it o LiberoQuotidiano.it.

2. Mai scrivere su internet da arrabbiati

Questo non è un consiglio, ma un mantra che tutti voi internauti dovreste ripetere dentro di voi in continuazione. Ci sono state più liti, più fraintendimenti e più separazioni per frasi scritte in momenti di rabbia su internet, che leggi ad personam dei governi Berlusconi. Quando si è arrabbiati o infastiditi, bisognerebbe scrivere di altro o non scrivere affatto. Se poi il problema riguarda qualcuno che si conosce di persona, risolvere tutto senza internet, faccia a faccia, sarebbe ancora meglio.

3. Se una frase non ha soggetto, non è automatico che si rivolga a voi

Quante volte ci capita di leggere un tweet o uno stato su Facebook e pensare: «Ma che gli ho fatto a questo qui?» Mettetevi il cuore in pace: se il messaggio non ha un soggetto preciso, non è scontato che si riferisca a voi! Ognuno di noi conosce centinaia di persone, ha centinaia di rapporti diversi: genitori, fratelli, sorelle, fidanzati, colleghi, vicini di casa, cugini di quarto grado… Se trovate un «Ma come fa ad essere così deficiente?!» e non avete appena litigato con l’autore, le probabilità giocano in favore che non si stia riferendo a voi.

4. No censure, sì intelligenza

L’idea di censurare il Web (interi siti, singoli post, o anche solo commenti a post) è una fesseria. Come lo è qualsiasi tipo di censura su qualsiasi mezzo. Ciò non toglie che ci debba essere intelligenza anche nel saper scegliere cosa pubblicare (o lasciare pubblicato) e come farlo. Non credo che cancellare qualche commento troppo volgare o inadatto al contesto possa chiamarsi censura, tuttavia credo che rispondere ai troll con calma, diplomazia ed educazione possa essere decisamente più utile: li si “disinnesca”, ci si mostra superiori agli occhi degli altri lettori, e talvolta si riesce persino a convertire un hater in un fan.

5. Maiuscole, punteggiatura e grammatica non sono un optional

Sembra una banalità da dire, o da scrivere, ma non lo è. I social network (e prima ancora gli SMS), con la loro rapidità, i loro limiti di caratteri e il loro stile colloquiale, ci hanno abituato ad ogni sorta di stupro della nostra lingua. Bisogna però ribellarsi a questa indecenza. Giusto per fare qualche esempio veloce:

  • La virgola va attaccata alla parola che la precede e seguita da uno spazio.
  • Al termine di ogni frase va un punto. Se i caratteri non bastano, cambia la frase.
  • I puntini di sospensione sono TRE. Non uno di più, non uno di meno.
  • Ogni simbolo di interpunzione ha un ruolo importante e diverso. Nessun escluso.
  • In italiano i modi verbali sono sette, non c’è solo l’indicativo. Studiamoli.
  • Dopo ogni punto (fermo, esclamativo, interrogativo, ecc.), serve la lettera maiuscola.
  • I nomi propri vanno scritti con la lettera maiuscola.
  • Le sigle (RAI, FIAT, PD, ecc.) andrebbero scritte con le lettere maiuscole.
  • “Per” si scrive “per”, non “x”. “Ch” si scrive “ch”, non “k”. Rassegnatevi.

6. Seguire, non seguire, followback, risposte e menate varie…

Questo è senza dubbio uno degli argomenti più spinosi da trattare. Ma ormai sono in ballo… Vi parlo della mia esperienza personale, non potendo generalizzare su questioni simili.

Personalmente, vivo Twitter (il mio social preferito) come una sorta di rivista su cui posso contribuire: le persone che seguo mi piace leggerle, conoscerle e imparare ad apprezzarle. Se seguissi diecimila persone, non potrei leggere tutto ciò che scrivono, nemmeno se facessi solo questo per tutto il giorno. Come per i libri, per i film, per la musica, è necessario fare una certa selezione basata su gusti personali, conoscenze e pregiudizi. È umano e proprio per questo bellissimo e normale.

Per quanto riguarda le risposte, è buona educazione cercare di rispondere a tutti (non solo a chi si segue), ma anche qui può essere difficile quando si ricevono decine e decine di menzioni al giorno. Pure in questo caso, è necessario operare una selezione: a chi scrive “Ahahah!” o “Sei un genio!” evito di rispondere, così come a chi mi manda messaggi del tipo “Pirla!” o “Vergognati! Vai a lavorare!” Non è maleducazione o snobismo, ma semplice tecnica di sopravvivenza. Al contrario cerco (ripeto, nei limiti umani e lavorativi) di rispondere a tutti coloro che mi portino critiche o complimenti costruttivi, con domande, motivazioni o voglia di rapportarsi in modo intelligente.

Detto questo, concludo…

perché ho letto sul internet che Trump in realtà è un alieno, e se lo dice la Rete allora è vero, e mi sono incazzato così tanto con voi che lo votate, che vi manderei tutti affanculo nessuno escluso, brutte merde! Sì, anche tu… E tu sai che sto parlando con te! Ed è inutile che continui a mandarmi commenti per calmarmi, tanto li cancello tutti! mi sono ,stancato di voi…… ke se io sarei in voi mi vergognerei! anche tu giacomo, che tanto lo sappiamo che sei del

Davide Delmiglio

Nasce il 24 ottobre 1985 a Milano con il sogno di fare il cantastorie e si innamora fin dall’infanzia di cinema, letteratura e fumetti. Opinionista ateo socialistoide, diventa partigiano del Web grazie allo pseudonimo di VentoTagliente col quale dà libero sfogo ai pensieri, alle idee e alle idiozie che gli passano per il cervello. Attenzione! Prenderlo troppo sul serio, può nuocere gravemente alla salute.

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