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L’inutile stupidità della bestemmia

18 Luglio 2018 | Società & Politica

Da ateo quale sono, ho sempre avuto un rapporto particolare con le bestemmie. Mi hanno sempre infastidito in modo inconsueto, senza che ci fosse un vero motivo. In fondo, per me, chi bestemmia insulta qualcosa che non esiste, quindi perché dovrebbe darmi fastidio? «Perché sei un ragazzo educato!», sento qualcuno di voi dire da dietro lo schermo. Può essere, cazzo, ma neanche così tanto: se voglio dire qualche parolaccia, la dico, porca troia! Secondo me, è semplicemente perché le bestemmie sono una delle invenzioni più stupide dell’uomo, persino peggio di quella di Dio.

Ragioniamoci. Se non si crede in Dio, bestemmiare è inutile. È come dire «Porco Babbo Natale!», o «Puttana la Befana!», o «Brunetta cane!»: non ha senso. (No, bambini, scherzavo: Babbo Natale e la Befana esistono! E purtroppo anche Brunetta!). Chi non crede in qualcosa di divino, di soprannaturale, dovrebbe sfogarsi o prendersela con cose terrene: il capo, il lavoro, la pettegola del terzo piano, il vigile, la suocera, la suocera vigilessa pettegola che sta al terzo piano, ecc. Bestemmiare, per chi si ritiene ateo, è una gran perdita di tempo e un pessimo indirizzamento della propria rabbia.

A questo punto, verrebbe da dire che bestemmiare può aver senso solo se si è credenti. Ma ne siamo proprio sicuri? Sono ateo, certo, ma ho studiato abbastanza la religione cristiana («Conosci il tuo nemico!» Cit.) per essere quasi sicuro che un credente non dovrebbe mai bestemmiare, e che un VERO credente non lo farebbe mai. Altrimenti, rischierebbe di essere un po’ come il mafioso: devotissimo la domenica mattina e assassino la domenica pomeriggio. La coerenza e l’amore verso Dio dovrebbero imporre a qualsiasi credente di astenersi dal bestemmiare. In fondo, se si crede in un essere onnipotente, che sa sempre cosa fate, cosa pensate, come agite, perché farlo incazzare deliberatamente?

Ma allora per chi può avere senso bestemmiare? Per nessuno: l’ho detto che è una delle invenzioni più stupide mai create! Eppure ci sono almeno quattro categorie di bestemmiatori incalliti che è difficile debellare soprattutto per la grande tradizione secolare che le caratterizza. Cerchiamo di studiarle insieme: potreste scoprire di farne parte…

1. Il porco *BIP* intercalare – La fascia di persone che si è abituata ad utilizzare la bestemmia come intercalare, tra una frase e l’altra, è cresciuta esponenzialmente negli ultimi decenni, allargandosi sia come età media (dai 10 ai 99 anni) sia come sesso (le donne che bestemmiano sono quadruplicate). La colpa va ricercata soprattutto nel culto della bestemmia fantasiosa (toscani e romani sono i campioni olimpionici di questa disciplina), ma anche nel Telefono Azzurro: da quando dare due sganascioni ai propri figli è compromettente, i giovani ribelli si sentono in diritto di fare o di dire qualsiasi cosa.

2. Il minolo sbattuto – Se state bestemmiando perché non sapete cosa sia il “minolo”, probabilmente appartenete alla categoria n°4 (ne parleremo tra poco), ma per vostra conoscenza vi svelo che trattasi del ditino più piccolo del piede, quello che in campo accademico-scientifico viene chiamato, con pochissima fantasia, il quinto dito. Se avete capito di che dito parlo (altrimenti imparate a contare, cazzo!), avrete anche già capito che non solo questa categoria è molto ampia, ma anche che è facile caderci dentro, persino per i credenti più ferventi e rispettosi. Proprio a causa della sua occasionalità e imprevedibilità, questa categoria è la più ostica da debellare.

3. Il porco due – La categoria del porco due è composta principalmente da geni del crimine o “secredenti” tali, che vivono costantemente con un alibi o una scusa in tasca. «Non ho bestemmiato!» sono pronti a giurare. E le varianti sono tante: porco due, porco bue, porco bio (ammetto che davanti ai prezzi di certi prodotti alimentari, sfugge anche a me), porco zio (alcuni ce l’hanno davvero, ma è un caso a parte), porco Diaz (mai capito se riferito a Bartolomeo, Armando o Cameron) ecc. Che poi, se Dio dovesse esistere e fosse davvero onnipotente, secondo me ci arriverebbe a capire che lo state pigliando per il culo…

4. Il mattino ha il porco in bocca – Questa categoria è quella che si sente in qualche modo più giustificata: bestemmia solo in riferimento a qualche accadimento specifico… Se gli viene fatto qualche torto, se non riesce a capire qualcosa, se ha troppe cose da fare, se ne ha troppe poche, se tante persone lo cercano, se lo cercano in poche, ecc. Insomma, gli appartenenti a questa categoria bestemmiano quasi quanto i membri della n°1, ma ciò che li fa sentire migliori è la motivazione: loro non bestemmiano a caso o per moda, hanno SEMPRE un buon motivo per farlo.

E tu? Che bestemmiatore sei?

Davide Delmiglio

Nasce il 24 ottobre 1985 a Milano con il sogno di fare il cantastorie e si innamora fin dall’infanzia di cinema, letteratura e fumetti. Opinionista ateo socialistoide, diventa partigiano del Web grazie allo pseudonimo di VentoTagliente col quale dà libero sfogo ai pensieri, alle idee e alle idiozie che gli passano per il cervello. Attenzione! Prenderlo troppo sul serio, può nuocere gravemente alla salute.

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